Rassegna di Poesia dialettale


Domenica 7 dicembre alle ore 15 Moncestino - Sala Conferenze Palazzo Municipale

Dedicata ai poeti piemontesi, Nino Costa (1886 – 1945) - da noi conosciuto come Giuanin Bulet - e Dumini (all’anagrafe Domenico) Badalin (1917 – 1980), ma anche ad altri scrittori locali.
Il dialetto, che a volte può generare incomprensioni, in certi casi avvicina le persone, riesce a suscitare antichi ricordi ed emozioni legate alla gente della propria terra, alla cultura ed alle tradizioni delle proprie origini, qualunque sia la regione di appartenenza. Le poesie in lingua dialettale, in programma a Moncestino, rievocheranno paesaggi, scenari, personaggi, momenti di festa e di vita quotidiana, come il lavoro, sentimenti, tradizioni e cultura, legate in particolar modo alle nostre colline monferrine.

VOCI e AUTORI
Enrico ADDUCI
poeta dialettale. Romano di origine, vive in Piemonte, a Saluggia, da oltre mezzo secolo.
Valerio ROLLONE
poeta - figlio d’arte - lettore di poesie dialettali in piemontese. Vive a Livorno Ferraris.
Carlo ODISIO
autore di poesie in piemontese. Vive a Zoalengo di Gabiano, i suoi parenti sono cugini di Nino Costa.

Nell’intervallo della rassegna sarà offerta una degustazione di un dolce tipico locale.

Poesia dialettale

Note biografiche:

Nino Costa
nasce a Torino nel 1886, da padre canavesano e madre di origini monferrine, proveniente proprio dalle nostre colline tra Zoalengo e Gabiano. Questo spiega il legame di Nino Costa con la nostra terra. Si laurea prima in Lettere e poi in Veterinaria, ma svolge per tutta la vita la professione di bancario. Le profonde radici con la sua terra, con il passato e con nuovi sentimenti, lo porteranno a scrivere poesie in dialetto piemontese. Poeta di animo semplice e di estrema sensibilità, pubblica le sue prime poesie sul settimanale dialettale Birichin nel 1910, nascondendosi dietro lo pseudonimo Mamina. Nino Costa amava definirsi il poeta delle piccole cose: del fiore che sboccia, dell’acqua che gorgoglia, del bambino che ride. Era attento alle questioni sociali causa di disagio e sofferenza, in particolare quelle che riguardavano i giovani e gli emigranti, pur essendo una persona di spirito arguto e di carattere gioviale.
A partire dal 1922 pubblica le sue raccolte di versi in piemontese: Mamina (1922), Sal e Pèiver (1924), Brassabòsch (1928) ,Fruta madura (1931), Poesie religiose piemontèise (1934), Ròba nòsta (1938), Tempesta, pubblicato postumo nel (1946). Infine nel luglio 1977 vengono pubblicate oltre 270 poesie a cura della figlia Celestina Muore a Torino il 5 novembre1945, un anno dopo la prematura scomparsa del figlio diciannovenne Mario, ucciso durante un'azione partigiana in Val Chisone. È sepolto accanto al figlio nel cimitero di Ciriè. A lui il Comune di Torino ha dedicato una scuola media e una via nel centro cittadino.

Dumini Badalin
nato a Torino nel 1917, sposato con Rosetta e lavoratore per parecchi anni alla FIAT. Scrive in torinese e sopratutto in dialetto monferrino. Noto al pubblico per aver vinto nel 1969 il concorso Nino Costa. In seguito pubblica sull’Almanacco Piemontese del 1970 tre sue poesie: Bela, Ra mé sgnora, Lin-a d'agost. Nello stesso periodo inizia a collaborare con la rivista Musicalbrandé, con In paisan. Altre sue opere: Listeurij dij varèj (1978) e Doe minute për ti (1979). Muore nel 1980 all’età di 62 anni.