DESCRIZIONE ITINERARIO ROSSO


Per chi vuole proseguire si prende un sentiero che offre la vista del capoluogo di Moncestino, con la Chiesa Parrocchiale, il Castello ed il Palazzo Comunale (foto12). Più in basso, il tempietto di S.Sebastiano, a pianta circolare, e infine le case di Coggetta e la frazione di Coggia, adagiata sul crinale della collina e affacciata a perdita d’occhio sulla pianura Padana (foto13 e foto14).



Si affronta, quindi, un breve, ma ripido tratto di salita, sul versante di una collina chiamata “Nusei” (noccioleto) e ci si ritrova nuovamente in cima, ritornando così sui passi dell’andata. La discesa avviene liberamente lungo il pendio della collina, per poi proseguire lungo un nuovo sentiero che si trasforma in strada asfaltata e che ci conduce alla parte alta della frazione di Coggia (foto15).



Nell’affrontare una brevissima ma erta salita, ancora una sosta per affacciarci, prestando molta attenzione, sull’orrido della rocca di Coggia, già postazione della mitragliatrice nella storia della resistenza partigiana locale (foto16). Da questo punto è possibile osservare la rocca di Verrua Savoia, con la sua fortezza, e numerosi paesi tra cui Crescentino e in lontananza Chivasso (foto17).



Percorrendo la frazione di Coggia, una vera e propria balconata sulla pianura, ci attende la vista sul fiume e sul profilo dritto e piatto della Serra di Ivrea, sulle prealpi piemontesi, sull’imbocco della Valle d’Aosta e sul massiccio del Monte Rosa, indimenticabile, all’alba ed al tramonto, proprio per questa sua delicata sfumatura che si riflette nel cielo (foto18). Nei giorni più limpidi sono riconoscibili, ad occhio nudo, le città di Vercelli e Novara con, rispettivamente, la cupola della cattedrale di S. Eusebio e la torre di S. Gaudenzio (foto19).



Prima di lasciare la frazione, ancora una tappa nella piazzetta con il monumento eretto in ricordo dell’incendio e della rappresaglia nazifascista subita dalla popolazione nel novembre del 1943 (foto20). La conclusione del percorso, ed il ritorno al punto di partenza, avviene con un tragitto lungo poco più di 1 Km, tutto in discesa e su asfalto, che consente di ammirare, attraversando un’altra piccola piazza, la cappella di S. Sebastiano e S. Rocco, dalla tipica pianta circolare, eretta dalla popolazione come ex-voto dopo la peste del 1600.